Paolo Borsellino: ‘Le nostre coscienze debbono svegliarsi’

di Paolo Borsellino – 20 giugno 1992

Giovanni Falcone lavorava con perfetta coscienza che la forza del male, la Mafia, lo avrebbe un giorno ucciso.
Francesca Morvillo stava accanto al suo uomo con perfetta coscienza che avrebbe condiviso la sua morte.
Gli uomini della scorta proteggevano Falcone con perfetta coscienza che sarebbero stati partecipi della sua sorte.
Non poteva ignorare, e non ignorava, Giovanni Falcone l’estremo pericolo che egli correva, perché troppe vite di suoi compagni di lavoro e di suoi amici sono state stroncate sullo stesso percorso che egli si imponeva.
Perché non è fuggito; perché ha accettato questa tremenda situazione; perché non si è turbato; perché è stato sempre pronto a rispondere a chiunque della speranza che era in lui? PER AMORE!
La sua vita è stata un atto d’amore verso questa sua città, verso questa terra che lo ha generato. Perché se l’amore è soprattutto ed essenzialmente dare, per lui, e per coloro che gli sono stati accanto in questa meravigliosa avventura, amore verso Palermo, ha avuto ed ha il significato di dare a questa terra qualcosa, tutto ciò che era ed è possibile dare delle nostre forze morali, intellettuali e professionali per rendere migliore questa città e la patria a cui essa appartiene.
Lavorare a Palermo, da magistrato, e con questo intento, fu sempre, fin dall’inizio, nei propositi di Giovanni Falcone anche durante le sue peregrinazioni profesionali nell’est e nell’ovest della Sicilia. Qui era lo scopo della sua vita e qui si preparava ad arrivare per riuscire a cambiare qualcosa. Qui ci preparavamo ad arrivare e ci arrivammo dopo un lungo esilio provinciale proprio quando la forza mafiosa, a lungo trascurata e sottovalutata, esplodeva nella sua più terrificante potenza: morti ogni giorno, Basile, Costa, Chinnici, Dalla Chiesa e tanti altri.
E qui Falcone cominciò a lavorare in modo nuovo. E non solo nelle tecniche d’indagine. Ma perché consapevole che il lavoro dei magistrati e degli inquirenti doveva entrare nella stessa lunghezza d’onda del sentire di ognuno, di ogni cittadino. La lotta alla mafia (il primo problema morale da risolvere nella nostra terra, bellissima e disgraziata) non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale, che coinvolgesse tutti, specialmente le giovani generazioni, le più adatte, proprio perchè meno appesantite dai condizionamenti e dai ragionamenti utilitaristici che fanno accettare la convivenza col male, le più adatte cioè, queste giovani generazioni, a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e, quindi, della complicità.
Ricordo la felicità di Falcone, e ti tutti quelli che lo affiancavamo, quando, in un breve periodo di entusiasmo conseguente ai dirompenti successi originati dalle dichiarazioni di Buscetta, egli mi disse : “La gente fa il tifo per noi”.
E con ciò non intendeva riferirsi soltanto al conforto che l’appoggio morale della popolazione dà al lavoro del giudice (questa affermazione l’ha fatta anche il giudice Di PIetro a Milano), significava di più, significava soprattutto che il nostro lavoro, il suo lavoro, stava anche smuovendo le coscienze, rompendo i sentimenti di accettazione della convivenza con la mafia, che costituiscono la vera forza della mafia.
Questa stagione del “tifo per noi” sembrò durare poco perché ben presto sopravvenne quasi il fastidio, l’insofferenza al prezzo che la lotta alla mafia, doveva essere pagato dalla cittadinanza.
Insofferenza alle scorte, insofferenza alle sirene, insofferenza alle indagini, insofferenza che finì per legittimare un garantismo di ritorno, che ha finito per legittimare a sua volta provvedimenti legislativi che hanno estremamente ostacolato la lotta alla mafia: il nuovo codice di procedura penale. Adesso hanno fornmito un alibi, dolosamente spesso, colposamente ancor più spesso, di lotta alla mafia non ha voluto o non ha più voluto occuparsene.
In questa situazione Falcone andò via da Palermo. Non fuggì, ma cercò di ricreare altrove, le ottimale condizioni del suo lavoro.
Venne accusato di essersi troppo avvicinato al potere politico. Non è vero! Pochi di mesi di dipendenza al ministero non possono far dimenticare il suo lavoro di 10 anni.
Lavorò incessantemente per rientrare in magistratura. In condizioni ottimali. Per fare il magistrato, indipendente come sempre lo era stato.
Morì, è morto insieme a sua moglie e agli agenti della scorta e allora tutti si accorgono quali dimensioni ha questa perdita. Anche coloro che per averlo denigrato, ostacolato e talora odiato, hanno perso il diritto di parlare! Nessuno tuttavia, ha perso il diritto, anzi il dovere sacrosanto, di continuare questa lotta.
La morte di Falcone e la reazione popolare che ne è seguita dimostrano che le coscienze si sono svegliate e possono svegliarsi ancora. Molti cittadini, ed è la prima volta che avviene, collaborano con la giustizia.
Il potere politico trova il coraggio di ammettere i suoi sbagli e cerca di correggerli, almeno in parte, almeno con la modifica di alcune norme paralizzanti del codice di procedura penale. Occorre evitare che si ritorni di nuovo indietro: occorre dare un senso a questa morte di Falcone, a questa morte di sua moglie, a questa morte degli uomini della sua scorta.
Sono morti tutti per noi, e abbiamo un grosso debito verso di loro e questo debito dobbiamo pagarlo, gioiosamente, continuando la loro opera: facendo il nostro dovere, rispettando le leggi, anche quelle che ci impongono sacrifici. Rifiutando di trarre dal sistema mafioso anche i benefici che possiamo trarne (anche gli aiuti, le raccomandazioni, i posti di lavoro), collaborando con la giustizia, testimoniando i valori in cui crediamo, anche nelle aule di giustizia, accettando in pieno queste gravose e bellissime verità: dimostrando a noi stessi e al mondo che Falcone È VIVO!

Paolo Borsellino, discorso alla Veglia per Falcone, Palermo 20 giugno 1992

Procedure concorsuali – Nota di variazione IVA

Quando si può emettere questa benedetta nota di variazione per recuperare l’IVA?
a- Fallimento: alla scadenza del termine per le osservazioni al piano di riparto, oppure, ove non vi sia stato, alla scadenza del termine per il reclamo al decreto di chiusura del fallimento stesso (riferimento artt. 110, co. 3, 118 e 119 della Legge Fallimentare);
b- Liquidazione coatta amministrativa: con il decorso dei termini previsti dall’art. 213, L.f., in relazione all’autorizzazione da parte dell’autorità preposta al deposito del piano di riparto;
c- Concordato fallimentare: al passaggio in giudicato della sentenza di omologazione del concordato (artt. 130 e 131 della Legge Fallimentare);
d- Concordato preventivo: passaggio in giudicato della sentenza di omologazione (art. 181 della Legge Fallimentare), nonché momento in cui il debitore concordatario adempie agli obblighi assunti in sede di concordato. L’infruttuosità della procedura riguarda solamente i creditori chirografari per la parte percentuale del loro credito che non trova accoglimento con la chiusura del concordato.

Dal conto economico al reddito d’impresa

Pubblico una tabella riepilogativa delle principali variazioni in aumento o in diminuzione per determinare la base imponibile IRES.

Voce
Conti da controllare
Riferimenti di legge
Ag. Entrate e principi contabili
1) Ricavi delle vendite e delle prestazioniCanoni locazione immobiliArt. 90: per gli immobili patrimonio il reddito è calcolato sulla base delle disposizioni relative ai redditi fondiari. La norma non si applica per i redditi, dominicali e agrari, dei terreni derivanti dall’esercizio delle attività agricole di cui all’art. 32, pur se nei limiti ivi stabiliti. Nel caso di locazione il canone è ridotto, fino ad un massimo del 15 per cento del canone medesimo, dell’importo delle spese di manutenzione ordinaria documentate sostenute ed effettivamente rimaste a carico.Per gli immobili riconosciuti di interesse storico o artistico, il reddito medio ordinario di cui all’art. 37, comma 1, è ridotto del 50 per cento e non si applica comunque l’art. 41.Per gli immobili locati riconosciuti di interesse storico o artistico, qualora il canone risultante dal contratto di locazione ridotto del 35 per cento risulti superiore al reddito medio ordinario dell’unità immobiliare, il reddito è determinato in misura pari a quella del canone di locazione al netto di tale riduzione.Le spese e gli altri componenti negativi relativi ai tali immobili non sono ammessi in deduzione.Circ. 31/2013: fornisce chiarimenti interpretativi in merito al trattamento fiscale da applicare, nell’ipotesi in cui, nel rispetto delle indicazioni contenute nei principi contabili, i contribuenti procedano alla correzione di errori contabili derivanti da:- mancata imputazione di componenti negativi nel corretto esercizio di competenza;- mancata imputazione di componenti positivi nel corretto esercizio di competenza.Art. 1, comma 35, L. 244/2007: trattamento degli interessi passivi relativi a finanziamenti contratti per l’acquisizione degli immobili (vedi anche Circ. 19/2009 e Circ. 37/2009).Norma di comportamento AIDC 156: tratta le spese deducibili nella determinazione del reddito imponibile delle imprese che possiedono immobili non strumentali.
ProvvigioniLe provvigioni attive risultano imponibili in capo all’agente nel periodo d’imposta in cui il preponente e il terzo concludono il contratto “procurato” dall’agente stesso.Ris. 91/2006: l’ultimazione della prestazione - costituente, quale regola generale, il momento rilevante, ai fini fiscali, per l’imputazione temporale dei proventi relativi alle prestazioni di servizi - può dirsi verificata in toto nel momento di insorgenza del diritto alla provvigione (che matura alla data in cui il preponente e il terzo concludono il contratto, promosso dall’agente stesso).
2) Variazione delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finitiSvalutazioniArt. 92, comma 5: le svalutazioni dei valori individuati con i metodi LIFO, FIFO e costo medio ponderato se calcolate in base al valore normale medio di essi nell’ultimo mese dell’esercizio sono rilevanti fiscalmente.Ris. 78/2013: la svalutazione relativa all’immobile iscritto al costo di acquisto non assume rilevanza ai fini IRES, rendendo pertanto necessario operare in sede di dichiarazione una variazione in aumento del reddito in misura corrispondente alla svalutazione contabile effettuata.Norma di comportamento AIDC 168: rilevanza della svalutazione anche per i beni valutati al costo specifico.
Differenze inventarialiLa deducibilità è legata alla singola situazione.Verifica con le presunzioni di cessione previste ai fini IVA dal D.P.R. 441/1997.Circ. 31/2006: riconoscimento della deducibilità delle differenze inventariali nella grande distribuzione anche in assenza delle prove di cui al D.P.R. 441/1997.
3) Variazione dei lavori in corso su ordinazioneCommesse infrannualiArt. 92: il criterio è necessariamente quello del costo.Ris. 117/2010: trattamento dei SAL liquidati in via non definitiva ai subappaltatori.Ris. 133/2005: determinazione del periodo di competenza di un appalto.Ris. 237/2007: trattamento fiscale delle svalutazioni per rischio contrattuale.
Commesse ultrannualiArt. 93: la valutazione fiscale è fatta obbligatoriamente sulla base dei corrispettivi pattuiti. I SAL formano ricavi.Ris. 117/2010: trattamento dei SAL liquidati in via non definitiva ai subappaltatori.Ris. 133/2005: determinazione del periodo di competenza di un appalto.Ris. 237/2007: trattamento fiscale delle svalutazioni per rischio contrattuale.
4) Incrementi di immobilizzazioni per lavori interniOneri finanziari capitalizzatiArt. 110: gli interessi capitalizzati sono compresi nel costo rilevante fiscalmente. Tali interessi sono esclusi dalla limitazione alla deducibilità ex art. 96.Ris. 3/DPF/2008: trattamento degli interessi portati in aumento del valore delle rimanenze.Circ. 19/2009: illustrazione della disciplina dettata dall’art. 96.
5) Altri ricaviPlusv. su beni strumentaliArt. 86, comma 4: le plusvalenze concorrono a formare il reddito, per l’intero ammontare nell’esercizio in cui sono state realizzate ovvero, se i beni sono stati posseduti per un periodo non inferiore a tre anni, si può scegliere di tassarle in quote costanti nell’esercizio stesso e nei successivi, ma non oltre il quarto (con obbligo di esercitare la scelta nel modello Unico relativo all’esercizio in cui sono state realizzate).Ris. 379/2007: nel caso di cessione di beni riscattati il periodo triennale considera anche quello in cui il bene era detenuto in leasing.Ris. 237/2009: le plusvalenze che emergono dalle operazioni di lease back devono essere tassate nell’esercizio di competenza o al massimo in 5 esercizi a nulla rilevando il comportamento contabile adottato (contra Circ. 2/2007 della fondazione centro studi dell’UNGDC).
Storno di fondi per rischi ed oneri esuberantiArtt. 105, 106 e 107: gli accantonamenti diversi da quelli previsti da tali norme non sono deducibili. Pertanto il loro successivo ed eventuale storno comporta l’emersione di un componente positivo non tassato con una ripresa in diminuzione nel modello Unico.
Contributi in conto esercizioArt. 85: la tassazione dei contributi in conto esercizio deve seguire lo stesso ritmo della deduzione del costo del bene a cui si riferiscono. La norma prevede che costituiscono ricavi e che concorrono alla formazione del reddito di impresa dell’esercizio nel corso del quale l’ente deliberante riconosce in via definitiva l’importo spettante. Si applica il criterio di competenza e quindi devono essere imputati a conto economico indipendentemente dalla data del loro incasso.Circ. 2/2010: occorre aver riguardo allo scopo per il quale le somme vengono erogate, al fine di procedere ad una corretta classificazione del contributo all’interno delle tre categorie principali: in conto impianti, in conto capitale e in conto esercizio.Norma di comportamento AIDC 155: esamina il caso di riallineamento dei valori, al fine di rendere omogeneo il trattamento del cespite e del contributo ad esso collegato qualora quest’ultimo sia stato erogato successivamente all’acquisizione ed entrata in funzione.
6) Per materie prime, sussidiarie, di consumo e merciAcquisti non ancora fatturatiArt. 109: sono da considerare unicamente le spese di competenza. Le spese di acquisizione dei beni si considerano sostenute alla data della consegna o spedizione per i beni mobili e della stipulazione dell’atto per gli immobili e per le aziende, ovvero, se diversa e successiva, alla data in cui si verifica l’effetto traslativo o costitutivo della proprietà o di altro diritto reale. Non si tiene conto delle clausole di riserva della proprietà.Circ. 23/2009 e Circ. 31/2012: illustrano le modalità per ottenere il rimborso conseguente alla deducibilità dei costi imputati a conto economico in esercizi non di competenza (e per converso anche nella situazione speculare dei ricavi non di competenza).Circ. 31/2013: con tale documento vengono forniti chiarimenti interpretativi in merito al trattamento fiscale da applicare, nell’ipotesi in cui, nel rispetto delle indicazioni contenute nei principi contabili, i contribuenti procedano alla correzione di errori contabili derivanti da:- mancata imputazione di componenti negativi nel corretto esercizio di competenza;- mancata imputazione di componenti positivi nel corretto esercizio di competenza.
7) Per serviziAssicurazioniArt. 164: le assicurazioni delle autovetture (non strumentali o non assegnate in uso promiscuo ai dipendenti) sono deducibili nella misura del 20 per cento (80 per cento per agenti e rappresentanti).Art. 90: le assicurazioni relative agli immobili patrimonio non sono deducibili.
Spese telefonicheArt. 102: i costi relativi ad impianti telefonici sono deducibili nella misura dell’80 per cento.La percentuale di cui al precedente periodo è elevata al 100 per gli oneri relativi ad impianti di telefonia dei veicoli utilizzati per il trasporto di merci da parte di imprese di autotrasporto limitatamente ad un solo impianto per ciascun veicolo.Ris. 320/2008: sono escluse dalla limitazione le spese relative a linee dedicate per la trasmissione di dati qualora ci si trovi in presenza di “apparecchiature terminali” non suscettibili, in virtù delle proprie specificità tecniche, di essere utilizzate per finalità diverse da quelle esclusivamente imprenditoriali.
Viaggi e soggiorniArt. 109, comma 5: le spese relative ad alberghi e ristoranti sono deducibili nella misura del 75 per cento. Nessuna limitazione se la spesa è sostenuta dai dipendenti in trasferta.Circ. 25/2010: fornisce chiarimenti in ordine alla deducibilità dell’IVA non detratta sulle spese alberghiere e per somministrazione di alimenti e bevande.Ris. 47/2010: fornisce chiarimenti in ordine alle spese di albergo e ristorante sostenute dagli operatori congressuali.
ManutenzioniArt. 102: le spese di manutenzione sono deducibili nella misura del 5 per cento del valore dei cespiti ad inizio esercizio. Non rientrano nel calcolo le spese risultanti da contratti di manutenzione (ma il valore dei beni non deve essere considerato nel parametro precedente).Art. 164: le manutenzioni relative alle autovetture (non strumentali o non assegnate in uso promiscuo ai dipendenti) sono deducibili con i limiti di cui all’art. 102 nella misura del 20 per cento.Il calcolo del plafond delle spese di manutenzione deducibili è stato modificato dall’art. 3, comma 16-quater, D.L. 16/2012, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 29 aprile 2012.
Provvigioni passiveArt. 109: le provvigioni passive, corrisposte dall’impresa preponente in dipendenza di un contratto di agenzia, sono di competenza del medesimo esercizio in cui rilevano i ricavi per cui le medesime provvigioni sono dovute.Ris. 91/2006: una volta verificata la corretta correlazione civilistica, il costo relativo alle provvigioni passive avrà il medesimo trattamento anche dal punto di vista fiscale, sempre che, ovviamente, siano rispettati gli ulteriori criteri che il legislatore fiscale ha ritenuto opportuno individuare espressamente: ci si riferisce, in particolare, ai requisiti della certezza e della determinabilità in modo obiettivo di cui all’art. 109, comma 1.
Royalties e management feesArt. 110, comma 7: i componenti del reddito derivanti da operazioni con società non residenti nel territorio dello Stato, che direttamente o indirettamente controllano l’impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa, sono valutati in base al valore normale dei beni ceduti, dei servizi prestati e dei beni e servizi ricevuti, determinato a norma del comma 2, se ne deriva aumento del reddito; la stessa disposizione si applica anche se ne deriva una diminuzione del reddito, ma soltanto in esecuzione degli accordi conclusi con le autorità competenti degli Stati esteri a seguito delle speciali “procedure amichevoli” previste dalle convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni sui redditi.Art. 26, D.L. 78/2010: è stato introdotto nell’ordinamento italiano un regime di oneri documentali con riferimento ai prezzi di trasferimento dei beni o servizi rientrantinell’ambito di applicazione dell’art. 110, comma 7.Circ. 58/2010: fornisce chiarimenti in relazione agli oneri documentali in materia di prezzi di trasferimento.
Compenso amministratoriArt. 95: sono deducibili in base al principio di cassa e sono deducibili anche se non imputati a conto economico qualora rappresentati da partecipazione agli utili. Nel caso di amministratori non professionisti vale il principio di cassa allargato (pagamenti entro il 12 gennaio anno successivo).Ris. 113/2012: i compensi sono deducibili ma è possibile il sindacato discrezionale dell’Agenzia (giurisprudenza contrastante).Cassazione sentenza 21933/2008: necessità della delibera di fissazione del compenso.Circ. 57/2002 (punto 9): il criterio di “cassa allargata” trova applicazione solo in relazione ai redditi assimilati a quelli di lavoro dipendenti corrisposti da soggetti titolari di reddito di impresa.
Costi per vitto e alloggio di dipendenti in trasfertaArt. 95, comma 3: le spese di vitto e alloggio sostenute per le trasferte effettuate fuori dal territorio comunale dai lavoratori dipendenti e dai Co.co.pro. sono deducibili per un ammontare giornaliero non superiore a € 180,76 (€ 258,23 per le trasferte all’estero). Nel caso di utilizzo dell’auto, la spesa deducibile è limitata, rispettivamente, al costo di percorrenza o alle tariffe di noleggio relative ad autoveicoli di potenza non superiore a 17 cavalli fiscali, ovvero 20 se con motore diesel.Circ. 326/1997: fornisce un quadro organico e completo dell’intera disciplina del reddito di lavoro dipendente e di quelli a questo assimilati.
Trattamento fine mandatoArt. 105, comma 4: la deducibilità dell’accantonamento per l’indennità di fine rapporto derivante da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa è stabilita per competenza.Art. 17, comma 1, lett. c): in capo all’amministratore è ammessa la tassazione separata a condizione che la concessione dell’indennità risulti da atto di data certa anteriore all’inizio del rapporto.Ris. 211/2008: la deducibilità per competenza è riconosciuta solo nel caso in cui l’indennità sia prevista con un atto di data certa anteriore all’inizio del rapporto.Norma di comportamento AIDC 180: l’atto di data certa è necessario per fruire della tassazione separata. È ininfluente ai fini dell’applicazione del criterio di competenza.
Indennità supplettiva di clientela Art. 105: dispone la deducibilità per competenza delle indennità per la cessazione dei rapporti di agenzia, senza operare alcuna distinzione tra le varie indennitàCirc. 33/2013: gli accantonamenti per l’indennità suppletiva di clientela, dovuta in applicazione della norma recata dall’art. 1751 c.c. in vigore dal 1° gennaio 1993, devono ritenersi deducibili dal reddito di impresa della casa mandante. Viene pertanto superata la Circ. 42/2007 nella quale si sosteneva per l’indennità suppletiva di clientela la deducibilità per cassa.Cassazione sentenza 8288/2013: La giurisprudenza di questa Corte, in effetti, è oramai giunta a ritenere, sul presupposto della “unificazione”, da parte dell’art. 1751 c.c., riformato, di tutte le indennità di cessazione rapporto - e al di là del carattere eventuale dell’indennità di clientela, questa soltanto dovuta in caso di scioglimento del contratto a tempo indeterminato ad iniziativa del preponente per fatto non imputabile all’agente - che anche la ridetta convenzionale indennità suppletiva di clientela rientri nella previsione del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 70, applicabile ratione temporis (trasfuso nel vigente art. 105 TUIR), che prevedeva la deducibilità delle indennità inerenti la cessazione del rapporto d’agenzia nei limiti “delle quote maturate nell’esercizio” (Cassazione sentenza 13506/2009).
8) Per godimento di beni dei terziLeasingArt. 102: la deducibilità dei canoni leasing per i contratti stipulati fino al 28 aprile 2012 è correlata ad una durata minima. Per quelli stipulati successivamente è concessa la deducibilità anche in presenza di durata inferiore a quella minima che però è ancora parametro per l’individuazione del periodo di deducibilità.Art. 36, comma 7, D.L. 223/2006: nel caso di leasing immobiliare la quota relativa al terreno è indeducibile.Art. 88: nel caso di cessione del contratto di leasing la sopravvenienza è pari alla differenza tra valore normale del bene e la quota capitale dei canoni a scadere e il prezzo di riscatto attualizzati.Circ. 17/2013: fornisce alcuni chiarimenti in merito alla nuova disciplina di deducibilità dei canoni di leasing, con particolare riguardo ai seguenti aspetti:- trattamento fiscale dei canoni non ancora dedotti alla scadenza del contratto;- determinazione della quota di interessi passivi impliciti;- determinazione della parte della quota capitale riferibile all’area nell’ipotesi di leasing immobiliare;- riflessi ai fini IRAP.Circ. 1/2007: trattamento del costo dell’area nel caso di leasing.Ris. 383/2007: indeducibilità del costo dell’area su cui insiste il fabbricato.Ris. 212/2007: deducibilità dell’onere sostenuto per il subentro in un contratto di leasing immobiliare.
9) Per il personaleFerieArt. 109: gli oneri relativi alle ferie maturate sono da imputare per competenza.
Bonus ai dipendentiArt. 109: gli oneri relativi ai bonus riconosciuti ai dipendenti sono da imputare per competenza. Rileva non il momento in cui gli stessi sono calcolati ma il riferimento temporale utilizzato per il calcolo.
10a) Ammortamento immobilizzazioni immaterialiQuote ammortamentoArt. 103: le quote di ammortamento del valore di avviamento sono deducibili in misura non superiore a un diciottesimo del valore stesso.Art. 103: le quote di ammortamento del valore dei marchi sono deducibili in misura non superiore a un diciottesimo del valore stesso.Art. 23, comma 12, L. 111/2011: prevede la possibilità di un riallineamento dei valori fiscali e civilistici relativi all’avviamento ed alle altre attività immateriali anche se non iscritte in modo autonomo.Art. 15, comma 10, D.L. 185/2008: consente ai soggetti aventi causa nelle operazioni di conferimento d’azienda, fusione e scissione di rivalutare:- i marchi, l’avviamento e altre attività immateriali;- le immobilizzazioni finanziarie e l’attivo circolante, compresi i crediti.Art. 176, comma 2-ter: possibilità di affrancamento di avviamento nel caso di operazioni straordinarie neutrali.
10b) Ammortamento immobilizzazioni materialiQuote di ammortamentoDM 31/12/1988: la quota massima di ammortamento deducibile è quella calcolata in base ai coefficienti contenuti in tale decreto.Art. 36, comma 7, D.L. 223/2006: nel caso ammortamento immobiliare la quota relativa al terreno è indeducibile.Art. 164: nel caso di ammortamento di autovetture (non strumentali o non assegnate in uso promiscuo ai dipendenti) la deducibilità è limitata al 20 per cento con riferimento ad un importo massimo di € 18.075,99 (80 per cento e limite di € 25.822,84 per agenti e rappresentanti)Circ. 1/2007: trattamento del costo dell’area nel caso di leasing.Ris. 383/2007: indeducibilità del costo dell’area su cui insite il fabbricato.Ris. 133/2010: aliquote di ammortamento per i beni noleggiati a terzi.Art. 1, comma 34, L. 244/2007: “Gli ammortamenti, gli accantonamenti e le altre rettifiche di valore imputati al conto economico (…) possono essere disconosciuti dall’Amministrazione finanziaria se non coerenti con i comportamenti contabili sistematicamente adottati nei precedenti esercizi, salva la possibilità per l’impresa di dimostrare la giustificazione economica di detti componenti in base a corretti principi contabili …”.
10c) Altre svalutazioni delle immobilizzazioniSvalutazione: irrilevanza fiscaleArt. 102, comma 4: in caso di eliminazione dei beni dal processo produttivo il costo residuo è ammesso in deduzione. Le svalutazioni non sono invece deducibili.Circ. 50/2011: fornisce alcuni chiarimenti in ordine al trattamento fiscale delle spese sostenute per la riparazione degli immobili diversi da quelli ad uso abitativo distrutti o danneggiati a seguito di eventi sismici (e similari).Possibilità di procedere, con riferimento a tali tipologie di costi, alla relativa capitalizzazione sul valore dei beni cui afferiscono, con conseguente partecipazione degli stessi alla determinazione del reddito d’impresa sotto forma di quote di ammortamento. Tale trattamento è infatti previsto come alternativa alla possibilità di dedurre i predetti componenti nei limiti indicati dal comma 6 dell’art. 102.Resta inteso che le modalità di trattamento previste in ambito fiscale si assumono in coerenza con le corrette scelte contabili operate dal contribuente, in ossequio al principio di derivazione del reddito imponibile dalle risultanze di bilancio.
10d) Svalutazione dei crediti circolanti e delle disponibilità liquideSvalutazione creditiArt. 101: la perdita su crediti è rilevante qualora risulti da elementi certi e precisi. Gli stessi si presumono tali in caso di procedure concorsuali, nel caso di crediti di modesta entità o prescritti.La Legge di stabilità 2014 modifica l’ultimo periodo del comma 5 dell’art. 101, al fine di considerare soddisfatti i requisiti per la deducibilità delle perdite su crediti nell’ipotesi di cancellazione dei crediti dal bilancio redatto secondo i “principi contabili”, e dunque anche secondo i principi redatti dall’OIC e non più solo in base ai principi contabili internazionali.Art. 106, comma 1: Le svalutazioni dei crediti risultanti in bilancio, per l’importo non coperto da garanzia assicurativa, che derivano dalle cessioni di beni e dalle prestazioni di servizi indicate nel comma 1 dell’articolo 85, sono deducibili in ciascun esercizio nel limite dello 0,50 per cento del valore nominale o di acquisizione dei crediti stessi.Nel computo del limite si tiene conto anche di accantonamenti per rischi su crediti. La deduzione non è più ammessa quando l’ammontare complessivo delle svalutazioni e degli accantonamenti ha raggiunto il 5 per cento del valore nominale o di acquisizione dei crediti risultanti in bilancio alla fine dell’esercizio.Circ. 26/2013: fornisce chiarimenti riguardanti il trattamento fiscale applicabile alle nuove ipotesi di deducibilità fiscale delle perdite su crediti.Ris. 16/09: il pignoramento con esito negativo non assicura la certezza dell’inesigibilità.Circ. 39/2002: per la deducibilità dei crediti esteri è necessario ottenere dichiarazione di insolvenza da parte di organi giurisdizionali esteri o SACE, di insolvenza definitiva da parte organo controllo contabile o di irreperibilità da parte CDC straniera.Ris. 517/1980: nel caso di rinuncia al credito la perdite è deducibile se inerente che si ha se il recupero è antieconomico ed è più economico operare la rinunzia.Norma di comportamento AIDC 182: la presunzione di sussistenza di elementi certi e precisi vale per tutta la durata della procedura concorsuale; pertanto la deducibilità della perdita deve ritenersi ammissibile – per tutta la durata della procedura – nei limiti del l’imputazione a bilancio.Ris. 217/1979: la deducibilità dei premi relativi a polizze per la copertura delle perdite su crediti esclude la possibilità di considerare come componente negativo del reddito d’impresa la quota degli accantonamenti per rischi su crediti.Commissione tributaria centrale, decisione 1587/2003: si considerano gli importi documentati da ricevute bancarie.Ris. 225/1995: i crediti scontati non vanno computati nella base di calcolo.Circ. 19/1987: i crediti commerciali ceduti in factoring sia con la clausola pro soluto che con il contratto pro solvendo non rilevano (contra Cassazione).
Svalutazione crediti bisArt. 106, comma 3: Per gli enti creditizi e finanziari di cui al decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 87, le svalutazioni e le perdite su crediti verso la clientela iscritti in bilancio a tale titolo, diverse da quelle realizzate mediante cessione a titolo oneroso, sono deducibili in quote costanti nell’esercizio in cui sono contabilizzate e nei quattro successivi. Le perdite su crediti realizzate mediante cessione a titolo oneroso sono deducibili integralmente nell’esercizio in cui sono rilevate in bilancio. Ai fini del presente comma le svalutazioni e le perdite deducibili in quinti si assumono al netto delle rivalutazioni dei crediti risultanti in bilancio.Ris. 701/1993: l’accantonamento per rischi su crediti di cui all’art. 71, comma 1, è deducibile anche in relazione ai crediti garantiti da pegno o da ipoteca in quanto l’esistenza della garanzia non può essere motivo di esclusione del credito dalla base di commisurazione per l’accantonamento, tenuto conto che il computo previsto dalla norma è stabilito secondo un rigido criterio forfetario riferito all’insieme di crediti iscritti in bilancio, senza riguardo alcuno per il grado di esigibilità di ciascuno di essi. Di converso, qualora la garanzia abbia originato un costo, quale il premio assicurativo, che è fiscalmente deducibile, i relativi crediti devono essere esclusi dalla base di commisurazione per l’accantonamento di cui all’art. 71.
11) Variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merciCriteri di valutazione fiscale Vedi voce 2).
12) Accantonamenti per rischiAccantonamentiOIC 12 (in consultazione): gli accantonamenti ai fondi rischi ed oneri sono iscritti prioritariamente fra le voci dell’attività gestionale a cui si riferisce l’operazione (caratteristica, accessoria, finanziaria o straordinaria), dovendo prevalere il criterio della classificazione “per natura” dei costi.Gli accantonamenti per rischi ed oneri relativi all’attività caratteristica e accessoria sono iscritti prioritariamente fra le voci della classe B del conto economico, diverse dalla voce B.12 e dalla B.13.Gli accantonamenti per rischi ed oneri relativi all’attività finanziaria o straordinaria sono iscritti rispettivamente fra le voci della classe C ed E del conto economico. Ad esempio, un accantonamento per perdite stimate su strumenti finanziari è rilevato nella gestione finanziaria alla voce C.17 o C.17-bis o nel caso di una ristrutturazione aziendale, l’accantonamento è rilevato tra gli oneri straordinari alla voce E.21.
Fondo ripristino beni affitto aziendaArt. 102, comma 8: in assenza di deroga contrattuale all’art. 2561 c.c. l’affittuario può dedurre un importo pari agli ammortamenti con calcolati sui beni in affitto.Ris. 424/2008: l’affittuario si sostituisce al concedente nelle relative “posizioni fiscali” riferibili agli elementi patrimoniali trasferiti, con la conseguenza che i relativi valori fiscali formatisi in capo al concedente risultano attratti nella sfera giuridico - tributaria dell’affittuario.
13) Altri accantonamentiAccantonamentiArt. 105: non sono deducibili gli accantonamenti differenti da quelli espressamente previsti.
14) Oneri diversi di gestioneContributi sindacati e ass.ni di categoriaArt. 99: sono deducibili nell’esercizio in cui sono corrisposti, se e nella misura in cui sono dovuti, in base a formale deliberazione dell’associazione.Ris. 9/1982: i contributi associativi vanno dedotti secondo la loro normale scadenza periodica indipendentemente dal fatto che temporanee difficoltà finanziarie costringono l’impresa associata a differirne il pagamento.
LiberalitàArt. 100: le liberalità non sono deducibili. Formano onere detraibile solo quelle espressamente previste dal TUIR.
Altre spese autovettureArt. 164: sono deducibili (se non strumentali o non assegnate in uso promiscuo ai dipendenti) nella misura del 20 per cento.
Imposte e tasseArt. 99: Le imposte sui redditi e quelle per le quali è prevista la rivalsa, anche facoltativa, non sono ammesse in deduzione.Art. 99: le altre imposte sono deducibili in base al criterio di cassa.Circ. 137/1997: la locuzione “altre imposte” deve essere intesa come “altri tributi”.
IMUArt. 14, comma 1, D.Lgs. 23/2011: a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013, l’imposta municipale relativa agli immobili strumentali è deducibile ai fini della determinazione del reddito di impresa e del reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni nella misura del 20 per cento. Per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013 l’aliquota è elevata al 30 per cento.La medesima imposta è indeducibile ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive.
15) Proventi da partecipazioniDividendiArt. 89: gli utili distribuiti dalle società ed enti di cui all’art. 73, comma 1, lett. a), b) e c), non concorrono a formare il reddito dell’esercizio in cui sono percepiti in quanto esclusi dalla formazione del reddito della società o dell’ente ricevente per il 95 per cento del loro ammontare. Ris. 326/2008: fornisce chiarimenti in relazione alla tassazione dei dividendi distribuiti da una società residente in un paese a fiscalità ordinaria tramite una holding company residente in un paese black list.Circ. 26/2004: fornisce chiarimenti in relazione al regime di tassazione dei dividendi.
Partecipazioni in società trasparenti Art. 89: per gli utili derivanti dalla partecipazione in società trasparenti si applicano le disposizioni dell’art. 5.Circ. 26/2004: fornisce chiarimenti in relazione al regime di tassazione dei dividendi.
16) Altri proventi finanziariInteressiArt. 96: gli interessi passivi e gli oneri assimilati, diversi da quelli capitalizzati, sono deducibili in ciascun periodo d’imposta fino a concorrenza degli interessi attivi e proventi assimilati. L’eccedenza è deducibile nel limite del 30 per cento del risultato operativo lordo della gestione caratteristica.Circ. 19/2009 e Circ. 37/2009: illustrazione della disciplina dettata dall’art. 96.Circ. 38/2010: l’art. 96 non trova applicazione nel caso in cui siano previsti interessi passivi espliciti su debiti di natura commerciale, ovvero interessi che derivino da accordi tra le parti nel contratto di compravendita.Circ. 47/2008: chiarisce il trattamento degli interessi passivi relativi ad un finanziamento specifico per l’acquisto di un’autovettura.
17) Interessi e altri oneri finanziariInteressiVedi 16)Vedi 16)
17-bis) Utili e perdite su cambiPerdite e proventi non realizzatiArt. 110, comma 3: la valutazione secondo il cambio alla data di chiusura dell’esercizio dei crediti e debiti in valuta, anche sotto forma di obbligazioni, di titoli cui si applica la disciplina delle obbligazioni ai sensi del codice civile o di altre leggi o di titoli assimilati, non assume rilevanza.Ris. 83/2009: la disposizione dell’art. 110, comma 3, prevale sul principio generale di dipendenza della determinazione del reddito imponibile dal risultato di bilancio.
18) RivalutazioniNessuna nota
19) SvalutazioniNessuna nota
20) Proventi straordinariSopravvenienze e competenzaCirc. 23/2009 e Circ. 31/2012: illustrano le modalità per ottenere il rimborso conseguente alla deducibilità dei costi imputati a conto economico in esercizi non di competenza (e per converso anche nella situazione speculare dei ricavi non di competenza).Circ. 31/2013: con tale documento vengono forniti chiarimenti interpretativi in merito al trattamento fiscale da applicare, nell’ipotesi in cui, nel rispetto delle indicazioni contenute nei principi contabili, i contribuenti procedano alla correzione di errori contabili derivanti da:- mancata imputazione di componenti negativi nel corretto esercizio di competenza;- mancata imputazione di componenti positivi nel corretto esercizio di competenza.
21) Oneri straordinariSopravvenienze e competenzaVedi 20).